STORIA DELL’AGRICOLTURA A TENERIFE

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STORIA DELL’AGRICOLTURA A TENERIFE

Nel 170 anniversario dell’ INSTITUTO CANARIAS CABRERA PINTO, vorremmo sottolineare l’importanza di questa scuola nella vita culturale ed economica dell’isola.

La proposta di una mostra su “Agricoltura”, in apparenza un argomento lontano dal ruolo principale di un centro educativo, unico alle Canarie durante la seconda metà del XIX secolo, può servire a dimostrare questo protagonismo.

Infatti, i numerosi oggetti presenti in questa mostra ci indica l’importanza di questo Instituto de Canarias nella formazione della gioventù dell’isola in questo periodo e della partecipazione dei suoi insegnanti nella attività economica.

La mostra gira intorno alle coltivazioni più importanti di Tenerife durante gli ultimi secoli.

Parte dagli Studi di Agrimensura e Agricoltura insegnati all’Instituto Canarias Cabrera Pinto durante il secondo terzo del XIX secolo.

La CANNA DI ZUCCHERO fu il primo grande prodotto, il cui ebbe la sua massima espansione durante il XVI secolo.

La coltivazione di canna di zucchero fu dopo sostituita da un nuovo prodotto, il vino, protagonista fino al XVIII secolo.

Le diverse crisi politiche con l’Inghilterra rovinarono questa produzione, e fu necessario sostituirla nel XIX secolo con un altro prodotto, sempre presente in periodi di scarsità: LA COCCINIGLIA.

Furono gli inglesi a promuovere alla fine del XIX secolo la produzione dei due ultimi grandi prodotti: il PLATANO ed il POMODORO.

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Nonostante ciò, nella storia della agricoltura a Tenerife I CEREALI sono stati  fondamentali per la sopravvivenza dei suoi abitanti.

C’è anche un prodotto che da tanto fa parte della alimentazione alle Canarie e che fu portato direttamente dall’America: la PATATA.

La vita del contadino canario è stata collegata all’autosufficienza, a causa della mancanza di mercati e della lontananza dai grandi nuclei commerciali. Bisogna per tanto fare riferimento ad altri tipi di attività: L’ALLEVAMENTO, LA APICOLTURA e la PRODUZIONE DI MIELE.

In un’isola senza corsi d’acqua permanenti, il contadino ha dovuto sempre lottare per trovarla. In questo senso lo sforzo è stato titanico, per cui è indispensabile dedicare uno spazio alle colture irrigue.

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ALTRE ATTIVITÀ AGROPECUARIE

LA PRODUZIONE DI LATTE

Gli aborigeni canari conoscevano ormai l’allevamento di pecore, capre e maiali.

La maggior parte dell’industria lattea canaria è stata da sempre destinata all’ottenzione diretta del latte.

Il Cabildo de Tenerife concesse nel 1498 a questo prodotto valore monetario.

Il consumo medio di formaggio alle Isole Canarie è di nove chili per abitante, due in più del resto della Spagna.

Produzione attuale di formaggio alle Isole Canarie.

  • Capra: 15000 Tm
  • Mucca: 4000 Tm
  • Pecora: 1000 Tm

Per ottenere un chilo di formaggio di capra ci vogliono 7 chili di latte. È uno degli alimenti che contiene più nutrienti.

LA FATTORIA DOMESTICA

Anche se la produzione avicola di Tenerife non è storicamente molto importante, fino alla nuova normativa europea di “benessere animale”, veniva prodotto il 95% del consumo locale, calato al 75% attualmente.

La parola canaria “RECOVA” significa “mercato di uccelli”.

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LA PRODUZIONE DI MIELE

Si conosce l’esistenza di api e l’uso del miele alle Isole Canarie già prima della colonizzazione europea.

“Dentro i tronchi cavi degli alberi e nelle gole dei rupi costruivano i loro alveari i numerosi sciami di api. Ci regalavano l’eccellente miele e la cera per fabbricare candele per illuminare”. Gregorio Chil Naranjo: “Estudios climatológicos y patológicos de las Islas Canarias”.

Da secoli a Tenerife viene prodotto un miele di grande qualità grazie alla varietà di fiori dell’isola.

[Gráfico] Evoluzione del numero di alveari 1997-2013.

Oggigiorno ci sono a Tenerife 600 apicoltori e 14000 alveari.

Dagli alveari si ottiene anche:

  • polline
  • propoli
  • cera
  • pappa reale

Dal 13 gennaio 2014 il miele di Tenerife ha la Denominazione di Origine Protetta D.O.P.

Esiste un’ape autoctona chiamata Ape Nera (Apis melifera).

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INSTITUTO DE CANARIAS

L’Instituto di Canarias iniziò la sua attività nel 1846, sotto la presidenza di José Trujillo Padilla.

Occupò l’antico Convento degli Agostiniani, che fino all’anno precedente era stato sede della sparita Università di San Fernando.

Non solo è stato un centro educativo, ma anche una delle istituzioni di maggiore prestigio e importanza culturale e sociale delle isole.

Per questa scuola passarono personaggi illustri della nostra cultura come Benito Pérez Galdós, José Aguiar, Óscar Domínguez, Juan Negrín, Blas Cabrera, Antonio González e tanti altri.

Dalla sua creazione fino a oggi ci sono stati tanti cambiamenti, visto che non solo ospita le attività docenti, ma anche importi musei. Questa mostra è dedicata all’agricoltura.

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CATTEDRA DI AGRICOLTURA

Secondo la Ley de Instrucción Pública di 9 settembre 1857, la cosidetta Ley Moyano, si stabilisce nell’Instituto de Canarias l’estudio di professioni liberali, concretamente di “Periti agrimensori”.  A questo scopo la scuola fu munita di numerosi modellini di attrezzi agricoli in legno e metale.

Il 16 settembre 1896 il Dottore José Trujillo, professore e preside della scuola, leggette la “Memoria”, in cui affermava e quanto segue: “C’è un altra forma di attrarre studenti a questo stabilmento letterario. Gli studi applicati indubbiamente attireranno molti, sopratutto quelli dedicati all’agricoltura (…)In questa provincia essenzialmente agricola non c’è canario amante della sua patria che non consideri altamente positiva l’esistenza di una Cattedra di Agricoltura nella nostra scuola”.

Durante l’anno scolastico 1868-69  l’Instituto de Canarias offrì per la prima volta la materia “Elementi di agricoltura, industria e commercio”. Si iscrissero 15 alunni.

In Atto di 17 novembre 1968 fu nominato per “l’Insegnamento di Agricoltura e Cosmologia” il Dottore in Medicina e Chirurgia Víctor Pérez Gonzále, riconosciuto non solo per il suo lavoro in medicina ma anche in botanica e agricoltura.

Durante l’anno scolastico 1883-1884 l’Instituto de Canarias acquistò i primi materiali per la Cattedra di Agricoltura.

Dopo la Legge di 18 agosto 1900 la materia si denominò “Tecnica Agricola e Industriale”, e sparisse con la Legge di 20 settembre di 1938.

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LA COLTIVAZIONE DELLA PATATA

La patata proviene dall’America del Sud e si sa della sua presenza alle isole Canarie dal 1567. Durante il XVI secolo la patata viene diffusa in Europa.

Durante secoli arrivarono dal continente americano molti tipi di patate, oggi conosciute come “patate antiche”, specialmente a Tenerife, appartenenti alla subespecie Solanum tuberosum sp. Andina, molto diffusa nella regione andina. Queste sono alcune delle varietà:

AZUCENA NEGRA   BONITA BLANCA COLORADA DE BAGA  TORRENTA    NEGRA

La maggior parte delle patate antiche si coltivano una volta all’anno. Si seminano a gennaio e si raccolgono a giugno o luglio, in terreni seccagni alti e freschi, a più di 400 metri di altitudine.

La patata “negra” deve essere sotto terra per quattro mesi, il resto cinque mesi e mezzo.

A Ottobre 2013, l’Unione Europea ha concesso la Denominazione di Origine Protetta alle Patate Antiche delle Canarie, che protegge un totale di 29 varietà.

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L’altro grande gruppo di coltivazione è costituito dalle patate bianche o commerciali, procedenti di semi importati dal Regno Unito, Irlanda o Danimarca. Alcune di queste varietá sono:

CARA     RED CARA      KING EDWARD     DRUID     UP TO DATE

Questa coltivazione occupa oggigiorno a Tenerife una superficie di 1.760 ettari. È il terzo tipo di coltivazione a Tenerife per superficie, dopo il platano e le vigne.

È la principale attività nelle “medianías” al nord dell’isola, insieme alle vigne.

Alle Isole Canarie si producono 30 milioni di chili all’anno. Il consumo medio annuo e di circa 30 chili per persona. Si producono il 57% di quello che si consuma.

La superficie di coltivazione delle patate è diminuita negli ultimi anni a causa dei bassi prezzi di mercato e di nuovi parasiti come la “polilla guatemalteca”.

La coltivazione della patata viene attaccata da molte piaghe, il che rincara la sua produzione e aumenta l’uso di prodotti fitosanitari.

POLILLA GUATEMALTECA        MILDIU         BRUCO       AFIDE

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LA COLTIVAZIONE DELLA COCCINIGLIA

Nel primo terzo del XIX secolo viene introdotta la sua coltivazione nelle isole, dopo una crisi nell’agricoltura dello zucchero e la vigna e l’aumento della domanda di tinture per l’industria tessile.

La femmina della specie (Dactylopius coccus) è un insetto appartenente al gruppo degli emitteri, dalla quale si ottiene un colorante naturale chiamato “carmineo”.

Questa specie procede dal Messico e fu introdotta nelle isole con il fico d’india (Opuntia ficus indica). Le femmine depongono le uova sotto il loro corpo e li ricoprono con secrezioni ceree. Quando le uova schiudono, la femmina muore e le ninfe abbandonano il corpo della madre disperdendosi velocemente.

La “Real Sociedad Económica de Amigos del País” di Santa Cruz de Tenerife, il canonico José Quintana Estévez e Santiago de la Cruz, resero possibile la coltivazione della cocciniglia a Tenerife e nel resto delle isole.

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La diffusione della cocciniglia fu veloce. La maggiore espansione si produsse tra il 1855 e il 1879. I migliori clienti furono L’Inghilterra e la Francia.

L’uso di coloranti artificiali come l’anilina e la fucsina causò il suo declivio e l’ulteriore scomparsa. Oggigiorno persiste in alcuni paesi, apprezzata come prodotto ecologico.

Gli effetti della crisi della cocciniglia furono molto negativi per l’economia delle isole. Durante il  decenio del 1880  si produsse un’emigrazione massiva e un adeguamento dell’agricoltura.

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LE GRANDI MONOCOLTURE DI ESPORTAZIONE DEL XX SECOLO: IL PLÁTANO

Il plátano ha la sua origine nel sudest asiatico, il quale si diffuse nel V secolo in Africa.  Alle Canarie arrivò dalla Guinea equatoriale introdotto dai portoghesi e più tarde esportato in America.

La sua produzione come monocoltura di esportazione iniziò alla fine del XIX secolo sotto la legge di “Puertos Francos”, favorita da ditte inglesi che controllavano la coltivazione e esportazione in Europa e specialmente in Inghilterra.

La coltivazione si trova in zone costiere calde e ha bisogno di una grande quantità di acqua. Per questo motivo furono costruite infrastrutture di irrigazione come gallerie e canali.

Dovuto alla mancanza di acqua, fu necessario creare un terreno artificiale con terra fertile portata dalle zone alte. Questo provocò un grande impatto ambientale.

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L’ESPORTAZIONE DELLA BANANA

La Platanera è una specie vegetale monocotiledonea del genere Musa appartenente alla famiglia delle musacee. Le principali varietà che si coltivano alle Canarie sono “grande nana”, “gruesa palmera”, “Zelig”, “Brier” e “Johnson negra”.

La produzione attuale di platano a Tenerife si aggira intorno a 160.000 tonnellate all’anno su una superficie di 9000 ettari. La maggior parte di questa produzione si consuma nella penisola.

(Produzione annuale di platano a Tenerife dal 2005 al 2015 in migliaia di tonnellate l’anno. Fonte: Asprocan).

IL POMODORO

 Il pomodoro “Solanum Lycopersicum” è originario del Messico e, come il plátano, fu portato in Europa da Hernan Cortes. La sua coltivazione per l’esportazione fu introdotta alle Canarie dagli inglesi alla fine del XIX secolo.

Nel 1888 Henry Wolfson iniziò l’esportazione dei pomodori attraverso la società agricola Fyffe, Hudson &C.

Mentre la produzione di platano si trova solitamente al nord dell’isola, quella di pomodori, al contrario, è a sud della stessa.

Tradizionalmente, la sua produzione su piccoli lotti, diede luogo ad un consumo inadeguato di acqua che aumentò i costi di produzione.

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La sua stagionalità fece si che fosse richiesta una mano d’opera temporanea, fondamentalmente femminile, utilizzata solo durante la fase di raccolta “la Zafra” che provocò situazioni di abusi sul lavoro e condizionò l’attività agricola della sua zona di influenza.

Attualmente la produzione si basa sulla selezione specializzata dei semi, nella produzione di innesti resistenti alle catastrofi e soprattutto alla sua lunga conservazione.

La produzione si articola intorno alle Cooperative agricole che ne facilitano la commercializzazione e l’esportazione.

EVOLUZIONE DELLA COLTIVAZIONE DI POMODORI DAL 1984 AL 2007 NELLA PROVINCIA DI S/C TENERIFE. (grafico)

Tanto la produzione del platano quanto quella del pomodoro è sottoposta ad una forte concorrenza di paesi terzi (Equador e Costa Rica per le banane, Marocco per i pomodori) che renderebbe impossibile il commercio senza le politiche di protezione dell’Unione Europea, cosa che rende incerto il suo futuro.

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LE COLTURE  IRRIGUE

La scarsità di acqua ha condizionato la vita delle isole nel corso della loro storia. Le coltivazioni di canna da zucchero determinarono la necessità di organizzare il regime dell’uso dell’acqua nelle isole.

(GALLERIE) (POZZI)

L’isola conta più di mille gallerie perforate per un totale di più di 1700 km e 500 pozzi con una profondità media di 120 metri ciascuno.

Più dell’80% dell’acqua che si consuma proviene da questi depositi naturali.

IMMAGAZZINAMENTO

Sono state costruite alcune dighe per sfruttare l’acqua,  ma non hanno dato buoni risultati.

Il metodo di immagazzinamento più utilizzato è quello dei bacini e delle vasche, che consistono nell’impermeabilizzazione del suolo per raccogliere l’acqua piovana.

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DISSALAZIONE

Il primo impianto di dissalazione dell’acqua marina fu installato sull’isola di Lanzarote nel 1964. Produceva 2500 m3 al giorno di acqua potabile. Da allora la produzione si è moltiplicata di 265 volte.

Della produzione totale di acqua potabile che si realizza alle canarie, approssimatamente il 71.75% è destinato alla fornitura, il 30.93% all’irrigazione e lo 0.46% al consumo industriale.

DEPURAZIONE

L’aumento della popolazione obbliga a perseguire una gestione sostenibile delle risorse idriche e al riutilizzo delle acque depurate.

LA PROPRIETA’ DELL’ACQUA

Il regime di proprietà e gestione storica è una peculiarità della cultura dell’acqua nell’arcipelago.

Le proprietà dell’acqua nacquero dalle ripartizioni di terra e acqua realizzate dopo la Conquista.

L’acqua di ogni proprietà si ripartiva, a turno, attraverso i canali di irrigazione detti “dulas”.

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 IMPLEMENTAZIONE DELLA VIGNA ALLE CANARIE

LA VIGNA FU INTRODOTTA ALLE CANARIE CIRCA 500 ANNI FA.

I COLONIZZATORI PORTARONO CON SÉ I MIGLIORI CEPPI dai luoghi dell’Europa da cui arrivavano.

Durante i secoli XVI, XVII e all’inizio del XVIII, il vino malvasia diventò il prodotto fondamentale delle esportazioni canarie.

Si esportava nelle Fiandre, in Francia, nelle colonie portoghesi e spagnole in Africa e America e principalmente in Inghilterra e nelle sue colonie.

Tenerife, nel secolo XVII arrivò a produrre 30.000 PIPAS di vino.

Pipa: 480 litri

Lo sviluppo vitivinicolo assorbì la mano d’opera della crisi dello zucchero e generò la produzione di torchi, barili, PIPAS, botti, e CESTI, con i rispettivi artigiani.

La creazione del “monopolio del vino” da parte degli inglesi (1665) e il “derrame del vino” (1666), originarono la crisi del vino che, attraverso continue trasformazioni agonizzò fino al XIX secolo, quando l’apparire della malattia del “oidio” (1852) e del Mildiu (1878) dettero il colpo di grazia alle esportazioni.

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 LA COLTIVAZIONE DELLA VIGNA

Gli agricoltori devono realizzare alcuni lavori agricoli per migliorare lo sviluppo dell’uva e della qualità del vino.

Zappare e concimare la vigna.

Lavorare la terra apporta nutrienti all’uva.

La potatura dà forma al vitigno.

La conduzione del vigneto.

La conduzione del vigneto agisce su:

  • la quantità di sole che ricevono le foglie – fotosintesi
  • la ventilazione (aerazione) di foglie e grappolo – attenuazione delle malattie
  • il terreno – utilizzo e distribuzione

TIPI DI GESTIONE DEL VIGNETO A TENERIFE

Dopo la crisi del vino, la produzione si riduce al consumo locale fino alla fine del XX secolo quando risorge a Tenerife con la creazione dei consigli regolatori e scommettendo , attualmente, sulla qualità dei vini.

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LA CANNA DA ZUCCHERO ALLE CANARIE

La canna da zucchero, saccharum officiarum, arrivò alle Canarie da Madeira.

Dalle Canarie fu portata in America.

Si coltivò, nelle isole, in modo intensivo dalla fine del secolo XV. Ebbe il suo apogeo durante il XVI secolo e in questo secolo comincia a decadere.

Le isole che coltivarono la canna furono Tenerife, Gran Canaria, La Palma e La Gomera.

La mano d’opera era salariati e schiavi come neri, berberi, mulatti e GUANCHES. I lavori più delicati erano svolti dai portoghesi.

Lo zucchero, il saccarosio, è il suo principale prodotto. Si ottenevano inoltre MIELE, raffinati e “RAPADURAS.”

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Gli “INGENIOS” erano il complesso delle installazioni dove si lavorava la canna per ottenere i suoi prodotti.

Riassunto del procedimento:

  1. le canne si tritano e si macinano per estrarre il succo
  2. il succo finiva nelle pentole di rame con fuoco a legna
  3. poi si mettono nelle giare refrigeranti dove si formano i cristalli
  4. questo prodotto si passa negli stampi ottenendo il pan di zucchero

La legna usata negli “INGENIOS” era di alloro, granatiglio nero o ulivo selvaggio.

La coltivazione della canna ebbe come conseguenza una grave deforestazione.

La canna produsse vari benefici:

  • Aprì vie commerciali con Valencia, Barcellona, Amberes, Genova, Lille, Rouen.
  • Si costruirono le infrastrutture idrauliche.
  • Si relizzò il dissodamento delle terre e si crearono i “cammini.
  • Si importarono sete, rame, arte flamenca, spezie.
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